A.A. 23/24 ” VEDERE LA CINA”

prof. PAOLO MADELLA

martedì dalle ore 14,00 alle ore 15,50  ..(Aula 2)

OGNI 15 GIORNI a partire dal 10/10/23 al 14/05/24        

       

2 Replies to “A.A. 23/24 ” VEDERE LA CINA””

  1. Ermanno Davico ha detto:

    A seguire la relazione sul corso come da lei proposto.
    Cordialmente,
    Ermanno Davico
    1
    27/0372024
    ERMANNO DAVICO
    Corso: Vedere la CINA. (Prof. Paolo MADELLA)
    CommenC sul corso
    Premessa
    Il corso rispeHa assolutamente le prerogaCve consentendoci di iniziare a comprende l’universo che
    è questa nazione, con tuHe le complessità e profonde differenze che ha rispeHo a ciò cui siamo
    abituaC. Questo grazie alla profonda conoscenza ed esperienza direHa del docente, nonché alla
    sua capacità comunicaCva ed autorevolezza
    Pun* rilevan*
    Penso che le cose più significaCve apprese siano
    – Prendere consapevolezza dell’assoluta diversità del “conCnente” CINA rispeHo alla nostra
    comune modalità di leHura degli evenC che accadono nel mondo e in parCcolare in
    Occidente.
    – Spiegazione e approfondimento di queste profonde diversità.
    o Le storia e la cultura millenarie e la loro conCnuità nel tempo conservate negli
    aspe^ fondamentali fino ad oggi.
    Ad esempio la filosofia Taoista e Confuciana, le conseguenze relaCvamente agli
    aspe^ eCci sociali e culturali .
    o La coscienza dell’individuo che “viene meno” di fronte alla l’idea di bene colle^vo.
    Quest’ulCmo diversamente dal bene comune (scopo liberamente scelto dai singoli
    che decidono un percorso comune) oltrepassa e spesso schiaccia l’unicità della
    persona, valore che per noi occidentali di cultura greco giudaico crisCana è il bene
    più prezioso della nostra cultura.
    o La storia degli ulCmi decenni che hanno portato alla nascita delle due nazioni cinesi.
    o L’organizzazione sociale e poliCca della Cina aHuale, come viene selezionala la classe
    dirigente (a parCre dalla lega dei giovani comunisC) con ’assoluto controllo da parte
    del parCto comunista. Anch’esso soHo il controllo del ristreHo circolo dei 23(?) e dei
    9(?) massimi dirigenC del parCto.
    o Controllo TOTALE del parCto che spazia dalla poliCca,….alla creazione di nuove ciHà;
    dal commercio internazionale …alla gesCone dell’educazione delle nuove
    generazioni. Dalla libertà di movimento alla scelta della professione, ecc. ecc
    – La natura IMPERIALE, visione che la Cina ha di se stessa e la volontà della sua classe poliCca
    di affermarla, cercadone l’aHuazione anche con prospe^ve pluridecennali senza defleHere
    dall’obie^vo.
    – La visione GeopoliCca in quest’o^ca imperiale (riunificazione di Taiwan; via della seta,
    “colonialismo economico “in estremo oriente e in Africa)
    – Volontà di creare un nuovo equilibrio mondiale proponendosi come alternaCva all’aHuale
    riferimento americano.
    – Il conceHo di arte (non la ricerca di NUOVE creazioni, ma il perfezionamento sempre
    maggiore dei modelli tradizionali e consolidaC)
    2
    Riflessioni finali
    InnanzituHo un grande grazie dell’opportunità avuta di poter usufruire di questo sguardo sulla
    CINA cosi ben faHo, appassionato ed appassionante.
    Nel merito: la mia considerazione di base oltrepassa in valore, i pur evidenC ed enormi progressi
    che la Cina ha oHenuto in quesC ulCmi decenni in molC campi economici e sociali.
    Si traHa del valore e dell’unicità della persona umana e del rispeHo che ad essa si deve. Qui sta il
    limite profondo di quel pur grande paese.
    Il mio giudizio non è una condanna perché non posso permeHermi in nessun modo di ergermi a
    giudice, ma ritengo comunque che è sulla base del valore della persona che si debba costruire un
    edificio solido e duraturo, che non sarà basato sul controllo poliziesco ma sul rispeHo del singolo e
    della sua libertà.
    Almeno come riferimento ideale questo valore deve essere presente e magari anche enunciato.
    Qui il mio giudizio è negaCvo perché questo valore non è assolutamente presente se non forse per
    una ristre^ssima élite che quindi ne afferma implicitamente il valore di bene, ma solo per sé.
    In tal senso pur con tu^ i limiC ritengo che questo sia il valore profondo della civiltà occidentale
    che a mio parere va sempre riaffermato e di cui dobbiamo esserne consapevoli.
    Un ulteriore merito del corso è che molto rispeHosamente tale differenza viene evidenziata
    nell’esposizione del corso stesso.
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  2. ERMANNO DAVICO ha detto:

    27/0372024
    ERMANNO DAVICO
    Corso: Vedere la CINA. (Prof. Paolo MADELLA)
    Commento sul corso

    Premessa
    Ecco il commento come da lei suggerito.
    Cordialmente
    Ermanno Davico

    Il corso risptta assolutamente le prerogative consentendoci di iniziare a comprende l’universo che è questa nazione, con tutte le complessità e profonde differenze che ha risptto a ciò cui siamo abituati. Questo grazie alla profonda conoscenza ed esperienza diretta del docente, nonché alla sua capacità comunicaCva ed autorevolezza
    Punti rilevanti
    Penso che le cose più significative apprese siano
    – Prendere consapevolezza dell’assoluta diversità del “continente” CINA risptto alla nostra
    comune modalità di lttura degli eventi che accadono nel mondo e in particolare in
    Occidente.
    – Spiegazione e approfondimento di queste profonde diversità.
    o La storia e la cultura millenarie e la loro continuità nel tempo conservate negli
    aspetti fondamentali fino ad oggi.
    Ad esempio la filosofia Taoista e Confuciana, con le conseguenze relativamente agli
    aspetti etici sociali e culturali .
    o La coscienza dell’individuo che “viene meno” di fronte alla l’idea di bene collettivo.
    Quest’ultimo diversamente dal bene comune (scopo liberamente scelto dai singoli
    che decidono un percorso comune) oltrepassa e spesso schiaccia l’unicità della
    persona, valore che per noi occidentali di cultura greco giudaico cristiana è il bene
    più prezioso della nostra cultura.
    o La storia degli ultimi decenni che hanno portato alla nascita delle due nazioni cinesi.
    o L’organizzazione sociale e politica della Cina attuale, come viene selezionala la classe
    dirigente (a partire dalla lega dei giovani comunisti) con ’assoluto controllo da parte
    del partito comunista. Anch’esso sotto il controllo del ristretto circolo dei 23(?) e dei
    9(?) massimi dirigenti del partito.
    o Controllo TOTALE del partito che spazia dalla politica,….alla creazione di nuove città;
    dal commercio internazionale …alla gestione dell’educazione delle nuove
    generazioni. Dalla libertà di movimento alla scelta della professione, ecc. ecc
    – La natura IMPERIALE, visione che la Cina ha di se stessa e la volontà della sua classe politica di affermarla, cercadondone l’attuazione anche con prospettive pluri decennali senza deflettere dall’obiettivo.
    – La visione Geopolitica in quest’ottica imperiale (riunificazione di Taiwan; via della seta,
    “colonialismo economico “in estremo oriente e in Africa)
    – Volontà di creare un nuovo equilibrio mondiale proponendosi come alternativa all’attuale riferimento americano/occidentale.
    – Il concette di arte (non la ricerca di NUOVE creazioni, ma il perfezionamento sempre
    maggiore dei modelli tradizionali e consolidati)

    Riflessioni finali
    Innanzitttoo un grande grazie dell’opportunità avuta di poter usufruire di questo sguardo sulla CINA cosi, appassionato e perciò appassionante.
    Nel merito: la mia considerazione di base oltrepassa in valore, i pur evidenti ed enormi progressi che la Cina ha ottenuto in questi ultimi decenni in molti campi economici e sociali.
    Si trtta del valore e dell’unicità della persona umana e del rispetto che ad essa si deve. Qui sta il limite profondo di quel grande paese.
    Il mio giudizio non è una condanna perché non posso permettermi in nessun modo di ergermi a giudice, ma ritengo comunque che è sulla base del valore della persona che si debba costruire un edificio solido e duraturo, che non sarà basato sul controllo poliziesco ma sul risptto del singolo e della sua libertà.
    Almeno come riferimento ideale questo valore dovrebbe essere presente e magari anche enunciato.
    Qui è il mio giudizio è negtivo perché questo valore non è assolutamente presente se non forse per una ristrettissima élite che quindi ne afferma implicitamente il valore di bene, ma solo per sé.
    In tal senso pur con tutti i limiti ritengo che questo sia il valore profondo della civiltà occidentale che a mio parere va sempre riaffermato e di cui dobbiamo esserne consapevoli.
    Un ulteriore merito del corso è che molto rispettosamente tale differenza viene evidenziata nell’esposizione del corso stesso.
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Cardinale Giovanni Colombo